05 luglio 2017

Corporate Storytelling: uno strumento di leadership e di business

Mauro Berruto, Amministratore Delegato della Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts, è intervenuto in un webinar live che ha affrontato il tema, a volte controverso, del rapporto tra la realtà e la narrazione in chiave business.

Lo storytelling è uno strumento potente in ambito aziendale, tanto è vero che la funzione corporate, nel mondo anglosassone, è ormai consolidata.

Perché allora, questa tecnica risente spesso di una “cattiva nomea”? L’accusa è che sia un mezzo per inventori che vogliono manipolare e modificare i fatti e la percezione della realtà, come nel caso delle fake news.

Anche per ribadire i pilastri di uno storytelling efficace e trasparente, Berruto ha voluto portare nuovamente all’attenzione la posizione della Scuola Holden che, con il proprio fondatore, Alessandro Baricco, ha svolto un ruolo pionieristico in questo ambito.

Dalle parole di Baricco possiamo estrapolare due concetti fondamentali:

 

  • Lo storytelling non è separabile dai fatti: la realtà è composta da fatti e storytelling: lo storytelling non è quindi un elemento esterno, ma intrinsecamente parte della realtà stessa che vuole narrare.
  • Lo storytelling si potrebbe definire come il trasporto di una intensità nello spazio e nel tempo, con un punto di inizio e uno di arrivo a cui viene consegnato.

 

Tenendo presenti questi due aspetti, possiamo individuare 4 criteri di credibilità di una storia:

  • Generosità

E’ fondamentale rendere l’utente protagonista come persona, calarlo come parte del racconto stesso, non solo come destinatario finale.

  • Autenticità

La capacità di immedesimarsi nei panni dell’interlocutore, offrendogli però un punto di vista diverso e sorprendente. Questo risultato è più facile da ottenere se si toccano le corde emotive, spesso attraverso immagini, suoni che valgono più di mille parole. Più il coinvolgimento e l’interesse crescono, più il narratore è autorevole e padrone della storia.

  • Coerenza

Una volta acquisita la fiducia di chi ascolta, è necessario restare vicino a sé stessi, in una danza sapiente in cui è il narratore a decidere tempi e ritmi.

  • Sempl icità

Nella narrazione l’obiettivo dev’essere questo: “show, don’t tell”. Se qualcosa va “spiegato” è poco efficace. Less s more.

 

Come strutturare una storia dall'incipit al finale: i 6 elementi

 

  • Il Tema

L’argomento di cui vogliamo parlare e che contiene tutti gli elementi narrativi, è importante ma non quanto il punto di vista con cui lo si tratterà.

  • Il Punto di Vista

Il punto di vista del narratore, come anticipato poc’anzi, dev’essere “altro” rispetto al lettore, fornire una diversa chiave di lettura sul terreno comune.

  • Il Protagonista

E’ il personaggio che più di tutti gli altri cambia nel corso degli eventi narrati e in cui si immedesimerà il lettore, che, alla fine della storia, cambierà con lui.

  • La Trama

E’ il filo rosso che unisce le vicende che mettono alla prova il protagonista.

  • Il Contesto

Le coordinate spazio-temporali chiare rendono più efficace una storia, ha un impatto. maggiore.

  • Gli altri Personaggi

Gli alleati che aiutano il protagonista e i nemici che lo ostacolano.

 

Lo svolgimento della storia in 5 passaggi chiave

 

  • Incipit

Deve motivare l’interlocutore a continuare, senza svelare il finale ma fornire le informazioni necessarie allo sviluppo. E’ una premessa e una promessa allo stesso tempo

  • Backstory

Fornisce l’antefatto. Non bisogna indugiarvi troppo: il lettore è interessato a “vedere come andrà a finire”.

  • Sviluppo

La fase centrale n cui il processo di coinvolgimento emotivo e del lettore reso protagonista raggiunge il suo culmine

  • Punto di Svolta

Il momento cruciale per il protagonista che affronta la “prova delle prove”

  • Il Finale

La consegna dell’intensità e il messaggio finale che deve lasciare il segno e un valore aggiunto al lettore.

 

Il Viaggio dell’Eroe

 

Le storie “epiche” che ci sono rimaste impresse seguono un andamento spesso comune, denominato Viaggio dell’Eroe.

 

Nell’ “atto primo”, (detto “Separazione”) l’eroe riceve una chiamata nel mondo reale, spesso rifiutata in prima istanza (l’eroe è “umano” nelle sue paure, es. Matrix).

Nel secondo atto (suddiviso in “Iniziazione” e “Discesa”), l’eroe incontra il “mentore” che lo aiuta al varco della prima soglia in cui si passa al mondo straordinario con delle prove che crescono di intensità. (ad esempio La Spada nella Roccia, Alice nel Paese delle meraviglie, Harry Potter).

Superate delle prove di preparazione, si arriva alla prova centrale (“la caverna”: ad esempio Luke deve affrontare Lord Vader in Star Wars). Superata si ottiene un premio e si torna a casa (es. i bambini in Peter Pan, Frodo nel Signore degli Anelli, Bastian ne La Storia Infinita). In questo viaggio iniziatico, l’eroe ha imparato qualcosa nel mondo straordinario che gli permette di tornare al proprio mondo quotidiano e renderlo migliore.